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March 2011 - Posts

  • Post evento Dotnetmarche

    Debbo dire che sicuramente questo è stato sicuramente uno degli eventi più riusciti, una buona affluenza e molta partecipazione (tante persone rimaste anche alla sessione extra del microframework, argomento sicuramente non popolare). Come sempre Raf è una garanzia e le sue sessioni hanno tenuto le persone letteralmente inchiodate alle seggiole, soprattutto alla fine, dopo le 19:00 quando ancora le persone si accalcavano a fare domande nonostante la tarda ora Smile.

     

    Durante la prima sessione di Raf si è subito verificato un Raf Fact, Data l’intensità della presentazione, è finita la batteria della telecamera di Ste, che normalmente dura 90 minuti (ne ha durati un po meno di 60) Smile si vede che la telecamera consuma decisamente di più quando è Raf a parlare Smile Smile Smile .

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    L’unica paura era la chiusura di Pippo, non annunciata e decisa dal comune; ci siamo dovuti spostare un po, ma alla fine la qualità della cena è stata negli standard #dnm Smile with tongue out

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    Grazie a tutti i partecipanti, e soprattutto a chi si è fatto un bel po di kilometri per arrivare da noi.

    Alk.

    P.S. Se vi interessa il microframework, andate anche a votare le feature richieste da Raf Smile

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  • Le mie sessioni alla Microsoft SharePoint Conference 2011

    L' agenda sta quasi per essere conclusa, la macchina organizzativa è partita da un bel pezzo, sono già finiti i vari periodi di sconti e agevolazioni, appaiono i primi sponsor.. ci siamo quasi ! Manca un mese all'evento dell'anno, le Microsoft...
  • Poco più di una settimana a DotNetCampus Roma

    Manca veramente poco alla prima tappa del .NET Campus 2011 a Roma. Se non vi siete ancora iscritti, ecco qua i link diretti per iscrivervi gratuitamente ad entrambe le giornate: - Roma (26 marzo 2011) https://msevents.microsoft.com/CUI/EventDetail.aspx...
  • Il controllo FileUpload non è disponibile all'interno di soluzioni sandbox di SharePoint 2010

    Se avete intenzione di scrivere una web part che utilizza o il controllo FileUpload o il controllo HtmlInputFile e di effettuarne il deploy tramite una Sandbox Solution sappiate che vi troverete di fronte ad una bella sorpresa. In pratica, a casa dei...
  • TFS Power Tools–Backup

    Dopo avere analizzato il Best Practice Analyzer, è venuto il tempo di parlare del tool di Backup. Questo particolare power tool riguarda la parte server e per questo deve essere installato nella macchina dove è installato Tfs. Una volta terminata l’installazione potete aprite la console di configurazione e trovare un nuovo menu che permette di impostare i backup del server.

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    Chiunque abbia gestito un TFS sa che le operazioni di backup non sono proprio “immediate” anche perché coinvolgono Sharpoint, Reporting services, quindi molteplici database ed entità esterne al db come la chiave del reporting server. Grazie ai Power Tools è invece possibile creare un piano di backup grazie ad un wizard che guida l’utente “passo-passo” ed è quindi veramente immediato da seguire.

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    Nella prima schermata si sceglie il percorso di rete dove effettuare il backup e il numero di giorni per cui il backup verrà manutenuto, in questo modo non saturiamo lo share di backup.

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    Proseguendo nel wizard viene chiesto se includere il database dei report nel piano di backup e si chiede di specificare una password con cui cifrare il backup, dato che parte del backup dei reporting services è il backup della chiave dei report, che per sicurezza non può quindi essere backuppata in chiaro.

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    A questo punto viene chiesto anche se includere il database di Sharepoint, in questo caso la finestra mostra la lista dei database presenti nell’istanza di Sharepoint, perché potrebbero anche essere presenti database di siti non correlati a TFS. Proseguendo nel wizard viene chiesto l’utente da utilizzare per effettuare i backup e di seguito viene anche chiesto se si vuole ricevere una mail in caso di fallimento della procedura di backup schedulata.

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    Se l’opzione di mandare la mail è in grigio e non cliccabile, sicuramente vi siete dimenticati di specificare un SMTP valido nella configurazione di TFS, per cui provvedete a farlo come mostrato nella figura sottostante. In questo caso però dovete uscire dal wizard di configurazione del backup, per cui vi consiglio di controllare direttamente l’impostazione prima di iniziare il wizard.

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    A questo punto non rimane altro da fare che impostare lo scheduling del backup ed il gioco è fatto. Nelle opzioni di scheduling è inoltre possibile impostare i backup full e differenziali nei vari giorni della settimana, garantendo quindi una grande flessibilità. Prima di salvare la configurazione il tool effettua un “readiness Check” che permette di verificare che effettivamente la configurazione sia ok, se tutto è ok si può procedere alla creazione del piano, al termine del quale viene mostrato un riassunto.

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    Naturalmente oltre a gestire il backup il tool permette anche di fare il restore, come potete vedere nel menu a destra nell’immagine qui sopra. In caso di restore è sufficiente scegliere il backup da ripristinare tra tutti quelli disponibili.

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    Come potete vedere i Power Tools hanno funzionalità molto interessanti anche lato Server e quindi non mi stancherò mai di ripetere che vanno Sempre Installati.

    alk.

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  • VS sp1, TFS e molte altre cose, come installarle?

    Dato che è appena uscito SP1 per Visual Studio 2010, ed in generale dalla data di uscita dell’RTM sono usciti feature pack, power tools ed altro, in questo post di Brian Harry potete trovare una bella lista dettagliata di cosa installare e dove.

    Ad esempio nelle vostre macchine di build l’ordine di installazione / aggiornamento è

    On a TFS Build Machine
    • TFS 2010 Build Controller/Agent(s)
    • TFS SP1
    • VS SP1 (assuming you have VS installed on your build machine too – most people do).

    Etc etc. Vi consiglio di leggerlo attentamente, soprattutto se avete una infrastruttura di sviluppo basata su TFS.

    Alk.

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  • I casi della vita

    Oggi sono stato vittima di una di quelle coincidenze che probabilmente danno da pensare…

    in pratica ordino un libro su the book depository, faccio click su place the order, e mentre l’ordine viene processato sento il “bling” familiare di un messaggio su MSN, vado a vedere e un mio caro amico mi manda un link dove ci sta un libro

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    E io non ci posso credere, perchè è il libro che ho ordinato non più di 5 secondi fa…

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    forse è caso, forse no, forse l’universo non è solo entropia, comunque ci sono rimasto sorpreso.

    alk.

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  • SharePoint Conference 19-21 Aprile a Milano

    Anche quest’anno ho il grande piacere di partecipare come speacker alla Microsoft SharePoint Conference con una sessione inerente l’utilizzo di SharePoint Workspace e Business Connectivity Services. La grande novità di quest’anno è l’organizzazione di tre conferenze in una, ovvero nella grande Microsoft Technical Conferences che rachiude anche le due (SQL and BI Conference e Unified
  • Metisoft supporta la Ricerca 2011 dell’Osservatorio Enterprise 2.0

    Ho il piacere di condividere assieme a voi un importante risultato. Metisoft dal 2010 è uno dei sostenitori delle attività degli Osservatori ICT & Management della School of Management del Politecnico di Milano, che vogliono offrire una fotografia accurata e continuamente aggiornata sugli impatti che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) hanno in Italia
  • TFS Power tools–Best Practice analyzer

    Dopo il post precedente in cui ho introdotto le Shell Extension è venuto il momento di parlare di Team Foundation Server 2010 Best Practice Analyzer, un altro tool introdotto con i Power Tools. Grazie ad esso è infatti possibile effettuare, con pochi click, dei controlli automatici sulla salute del nostro TFS. Appena aperto l’interfaccia minimale fa subito capire la semplicità di uso

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    Scegliendo di effettuare una scansione si può scegliere tra un gruppo di possibili test da effettuare.

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    In generale il Complete Health Check è il più interessante perché verifica che tutte le parti del TFS operino correttamente e perché permette immediatamente di verificare lo stato di salute del proprio server. La scansione può durare diversi minuti, perché gli aspetti da controllare sono tanti ed al termine della scansione viene mostrato un report riassuntivo. Assieme al tool è fornito un file di help .chm il quale, oltre che a contenere l’help del programma, contiene anche una lista di tutti i messaggi possibili di errore assieme ai suggerimenti su come risolverli.

    Una volta che l’analisi è terminata potete andare su “Select a best practices scan to view” e vedrete listati tutte le scansioni che sono state fatte girare e selezionandone una potete vedere i dettagli (cosi come esportarla/cancellarla o aggiungere una label).

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    Come potete vedere avete tre visualizzazioni List/Tree/Other e in visualizzazione lista avete i messaggi suddivisi in Critici / All / Informational. Come si vede dalla figura sono presenti dei link che permettono di aprire immediatamente il file di help in formato chm ed essere subito portati alla pagina che contiene la spiegazione e le possibili soluzioni dell’issue selezionato. Nel mio caso un servizio di sharepoint services non è attualmente in esecuzione, per cui è necessario tentare l’avvio manuale.

    Nel tab All issues troviamo tutti gli errori cosi come gli Warning, che non sono veri e propri errori, ma è sempre meglio controllare per capire se tutto opera in maniera ottimale. Nella figura sottostante infatti uno degli warning mi avverte della mancata abilitazione della compressione SOAP.

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    Scorrendo l’help si può poi notare che oltre a spiegare a cosa serve la compressione SOAP viene anche spiegato esattamente come fare per abilitarla. Soprattutto per chi non conosce a fondo TFS, osservare i messaggi di errore aiuta molto a capire meglio come configurare TFS in maniera ottimale.

    Nella visualizzazione Tree è interessante invece notare il nodo “Team Foundation Server Statistics” da cui è possibile capire quanto sono grandi le tabelle, i database etc etc. Nella figura sottostante posso infatti vedere che ho all’incirca 90 MB di spazio occupato dalla tabella degli attachment.

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    Espandendo i nodi si possono trovare informazioni molto interessanti Winking smile

    Alk.

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  • Errore "This site is not assigned to an index" in SharePoint Foundation 2010

    Se provate a fare una nuova ricerca su uno dei vostri siti SharePoint Foundation 2010 e vi viene stampato a video questo errore: Your search cannot be completed because this site is not assigned to an indexer Sappiate che dovete: Scegliere un utente con...
  • TFS Power tools Shell Extension in workgroup o fuori dominio

    Ieri ho bloggato a proposito delle Shell Extension di TFS ed oggi il buon Michele mi dice che ha un problema, non riesce ad usarle perché la cartella risulta sempre offline.

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    Anche scegliendo “Reconnect to server” non si riesce ad attivare nulla.

    La ragione più probabile è che il server a cui vi state connettendo è fuori al vostro dominio o è in un workgroup e purtroppo l’estensione della shell non permette di inserire credenziali. Per verificare questo aprite il Team Explorer e se vi vengono chieste le credenziali molto probabilmente è questo il problema. La soluzione fortunatamente è semplice, basta andare nel pannello di controllo ed aprire il credential manager.

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    Il credential Manager permette di inserire le credenziali di rete che verranno spedite automaticamente ogni volta che un programma tenta di accedere a qualche servizio di rete di un pc esterno. Da qui possiamo aggiungere le credenziali

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    A questo punto dovete solamente inserire le credenziali per il computer dove gira TFS, comprensive del nome di dominio.

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    Ad esempio questa è la configurazione per una delle mie macchine virtuali di TFS

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    Notate che in questo caso il server è in un Active Directory chiamata tfslab, e quindi specifico il nome utente completo di dominio\nome. Dopo avere fatto questa configurazione provate a fare “Reconnect to server” dalle estensioni della shell e tutto dovrebbe tornare a posto. Per verificare che le credenziali siano state inserite correttamente aprite il Team Explorer e questa volta non dovrebbe chiedervi nulla per connettervi.

    Alk.

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  • Utenti illimitati per il load test disponibile agli abbonati MSDN Ultimate

    Visual Studio 2010 Ultimate ha integrato uno strumento per i Load Test, che di base può simulare fino a 250 Utenti. Per carichi maggiori è necessario installare un test controller e abilitare con delle apposite licenze il numero di utenti, a blocchi di 1000.

    Un blocco di 1000 utenti costava (notate l’imperfetto Winking smile ) all’incirca 4.000€, cifra che può sembrare molto alta, ma che in realtà è inferiore alle cifre chieste da prodotti similari. Ricordo un corso da un cliente al quale quando ho detto il prezzo ha detto “Non male, altre soluzioni ci hanno fatto preventivi decisamente maggiori”.

    Ora la bella novità come si legge dal post di Brian Harry, è che chi possiede una licenza MSDN Ultimate può simulare quanti utenti vuole Smile non male vero? Tutti i dettagli li trovate nel post di Brian.

    Buoni Load test allora Smile

    Alk.

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  • I power tools di TFS, spesso purtroppo sconosciuti

    Recentemente è uscita la nuova versione dei Power Tools di Tfs, per cui colgo l’occasione per parlare un po’ di alcune nuove caratteristiche di questa ultima versione. Prima di tutto i Power Tools sono “indispensabili” per chi lavora con TFS e vanno sempre installati, sia nel server di tfs (alcune cose tipo i piani di backup sono infatti disponibili nel server dopo l’installazione dei power tools”), sia in tutte le macchine client.

    La ragione per cui questi strumenti non sono distribuiti con la linea principale di Visual Studio / Tfs è che il team in questo modo è più libero nei rilasci, ed infatti abbiamo solitamente due rilasci ufficiali ogni anno completamente svincolati da VS / TFS. In questo modo il ciclo di feedback è sicuramente più corto a vantaggio dell’utente che può cosi più spesso avere a disposizione nuove versioni dei Power Tools.

    Uno dei tool più interessanti e (almeno per quello che vedo in giro) meno conosciuto è la Shell Extension, che permette di operare con un workspace direttamente da una normale finestra “esplora risorse” di windows. Purtroppo almeno la prima volta che si crea il workspace è necessario passare dal team explorer, ma una volta creato un si può fare praticamente quasi tutto al di fuori del Team Explorer.

    Se si effettua click con il tasto destro su di una cartella di un workspace appare tra le varie voci “team foundation server” il quale da accesso ad un menu dedicato per operare con il source control di TFS.

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    Come potete vedere sono presenti tutti i più importanti comandi. Questo tool è particolarmente utile per i grafici e per tutti quelli che hanno necessità di fare check-out e check-in ma non usano Visual Studio e quindi trovano difficile operare con Team Explorer.

    Naturalmente in maniera analoga agli strumenti associati agli altri source control, sono presenti degli overlay delle icone di Explorer per indicare lo stato del file.

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    Se avete come me installati molti addin (tortoise svn, tortoise hg, tortoise git) è possibile che non vediate le overlay, perchè windows non permette di registrarne più di 15. (per vedere le icone attualmente registrate potete fare reg query HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers)

    Ecco come vi dovrebbe apparire una cartella di un workspace.

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    Alk.

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  • Dominio del problema / dominio della soluzione

    Durante l’analisi spesso la confusione tra i due domini causa problemi, questo perché spesso chi fa l’analista non è un vero analista, (nel peggiore dei casi è uno sviluppatore) e quindi tende sempre a vedere la soluzione prima del problema.

    Il buon analista invece conosce la distinzione e durante la raccolta dei requisiti non cade nella trappola di “sbirciare alla possibile soluzione”. Prendiamo un esempio: l’utente o comunque la persona che stiamo intervistando per l’elicitazione dei requisiti dice:

    “Quando inserisco un Nuovo Candidato voglio avere una combo per scegliere il valore di XXX”.

    Prendere questo come requisito è probabilmente sbagliato, sia perché si parla già di interfaccia utente, ma soprattutto può incorrere in problemi dovuti ad un’analisi insufficiente. Supponiamo infatti che XXX sia “il comune di residenza”…. in questo caso avremmo una combo con tutti i comuni italiani.. una situazione tipicamente difficile da gestire nella UI e sicuramente non usabile.

    L’analista dovrebbe quindi chiedere alla persona il perché stia parlando proprio di una combo, questo perché la Combo fa parte del dominio della soluzione, quindi è necessario capire il vero requisito che si nasconde in questa possibile soluzione. Il vantaggio è che in questo modo capiamo realmente le ragioni che portano alla “combo”.

    nel vecchio sistema avevamo una casella di testo e perdevamo un sacco di tempo per errori di digitazione,una combo impedisce di mettere valori non validi per cui non avremo più gente che abita a Molano :)

    Ora siamo più vicini al vero requisito, che potrebbe essere

    L’inserimento del comune di residenza deve essere effettuato tramite la scelta tra X valori possibili e non tramite inserimento libero, perché questo ha creato problemi con il vecchio sistema.

    Ora l’analista deve andare più a fondo e chiedere ad esempio: dato che è possibile che ci siano nuovi comuni che vengono creati nel tempo, o comunque supponendo che la lista comuni sia errata, non è proprio possibile per l’utente inserire un valore libero? Si potrebbe magari scoprire che in realtà quello che si vuole è solamente un avvertimento che dica all’utente “Il comune XXX non è presente nell’archivio, verificare errori di digitazione”, ma che sia comunque possibile poi andare avanti. A questo punto il requisito diventa

    E’ necessario che prima dell’inserimento dei dati a sistema sia fatto un errore per il controllo di eventuali errori di digitazione per campi specifici.

    A questo punto possiamo spostarci nel dominio della soluzione e trovare una soluzione migliore della combobox inizialmente citata, come ad esempio una texbox Ajax che alla digitazione di tre lettere presenta la lista dei comuni compatibili. L’utente può scrivere però quello che vuole, ed alla perdita del focus, se il comune non è in archivio appare un messaggio di “attenzione comune non presente nell’archivio” e l’utente è poi libero di seguire o meno il consiglio.

    Evitare di scambiare la soluzione per il problema è quindi fondamentale quando si raccolgono i requisiti.

    alk.

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